È conciliabile da parte di un Direttore Creativo, l’esigenza di fare fatturato e profitto con quella di proporre eventi dediti al green, all’inclusività ed al senso civico?

Qualcuno sogna una società e degli individui indifferenti al “dio denaro”, interculturale, di ampie vedute green con alla base il senso del NOI e non quello dell’IO.

Possiamo essere ottimisti in tal senso o la strada è davvero ancora lunga?

Che cosa si può fare concretamente per migliorare il mondo, anche attraverso la programmazione degli eventi nei Centri Commerciali?

Un’assoluta certezza è che l’Impresa deve fare profitto. La base delle strategie sono naturalmente dedicate ad un business plan che traduca in utili l’operato aziendale. Nello specifico, i Centri Commerciali a seguito di analisi e case history, elaborano azioni marketing per aumentare prima gli ingressi e di conseguenza anche i fatturati; anche se spesso questi due parametri  non vanno di pari passo.

È ragionevole pensare che se un Mall fa fatica a raggiungere ingressi utili e fatturati soddisfacenti, il focus sia orientato esclusivamente al business con un’ovvia azione lasciva verso i temi etici e futuristici. L’agenda 2030 degli stati membri parla chiaro e tutti gli asset della filiera sono “costretti” ad operarsi in tal modo.

Al contrario del caso descritto poco fa, se un Centro Commerciale gode di ottime performance con buone stime anche in prospettiva, ecco che intavolare e programmare eventi che diano l’impulso dell’etica e del senso civico, diventa più semplice, con conseguenti attività che effettivamente elevano ancor di più la brand identity di una galleria commerciale.

In generale, in questi ultimi anni, sia per l’Europa trainante, sia per lunga visione dei Marketing Manager, società di gestione e proprietà cercano, chi più chi meno, di plasmare l’identità filosofiche aziendali con le linee guida suggerite dall’Onu, come appunto l’agenda 2030 citata prima. A cominciare dal punto di vista architettonico, per passare poi sulla qualità della comunicazione (del messaggio) ed infine alla realizzazione di eventi specifici, il Centro Commerciale, da qui a dieci anni può davvero segnare una svolta epocale, capace di rendere le Gallerie, veri e propri esempi di come il business management ed i grandi temi per lo sviluppo sostenibile dell’umanità possano coesistere.

Un’ opportunità tutta da cogliere!

Allo stesso modo, il Direttore Creativo di un’ Agenzia può fare la sua parte, andando a rimodulare anche gli eventi più banali, con spunti utili ai messaggi green, a quelli dell’inclusione e del senso civico in generale. È opportuno quindi rimarcare un senso di responsabilità di tutti i soggetti operanti, nessuno escluso, ognuno dovrà fare la propria parte per creare davvero il mondo della sostenibilità.

Il mondo degli Eventi quindi si trova in uno di quei momenti nevralgici della storia, dove il cambiamento diventa nuova frontiera. A differenza delle epoche precedenti però c’è una differenza sostanziale. I momenti epocali di cambiamento sono stati sempre dettati dal momento storico: nell’epoca romana, le olimpiadi registravano momenti aggregativi e di coinvolgimento del popolo, la prima condivisione collettiva del divertimento, forse poi usata a proprio vantaggio dal potere in vigore a suo tempo.

Andando avanti nelle epoche, possiamo citare le grandi feste nelle dimore storiche, riservate solo ai pochi eletti della bella società e parallelamente ai raduni spontanei dove si celebravano culti o Deismi vari, veri e propri eventi costruiti ad hoc.

Il vero shock arriva nei primi del ‘900 con la nascita dei mass media, l’Evento cambia connotazione, una rivoluzione autentica, un momento storico che cambia il paradigma della comunicazione. Continuando a grandi balzi potremmo arrivare negli anni ’70, dove l’Evento inizia a codificare un’anima. In quegli anni, un certo Philip Kotler cominciava a tracciare le linee guide e filosofiche del marketing strategy, procurando anche qui, un notevole impatto trasformativo sulla programmazione degli eventi.

Da quel momento l’Evento diventa la grande icona che coinvolge ed emoziona in presenza un piccolo o un vasto pubblico, un’esperienza da vivere e sentire nelle più profonde viscere dell’animo umano. Veniamo quasi ai giorni nostri con la nascita dei social media, che come successo nei primi del ‘900, cento anni dopo, sconvolgono di nuovo l’asset organizzativo; tutto diventa più veloce, virale, documentabile e soprattutto condivisibile. Come se non bastasse, un’ accelerazione atomica avviene durante la pandemia. quando la piazza virtuale, quasi sostituisce la piazza in presenza, rendendo il digital una necessità!

Lo abbiamo ripetuto tante volte oramai: nel post pandemia non siamo più gli stessi! L’Evento si è disperso in varie declinazioni e va trovando casa in una linea comune di prospettiva: l’orizzonte delle ampie vedute, dell’aiuto alla civiltà che si evolve, al vero “think green”, al non lasciare indietro nessuno.

Oggi non sono più i fattori esterni che ce lo inducono, oggi dobbiamo essere NOI!

L’Evento ha bisogno di Donne e Uomini di buona volontà che riescano ad equilibrare ognuno nelle proprie possibilità, l’espetto ludico a quello educativo.

Ci riusciremo!


Luca Di Pasquale

Creative Director

FREDDIE Ideas Factory  

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