I Centri Commerciali come spazi da vivere o solo business oriented?

Nell’era del progresso inarrestabile e della frenetica quotidianità ci stiamo perdendo qualcosa? Dove un Mall può fare davvero la differenza? Favorire uno spazio in galleria per eventi e relax oppure massimizzare al massimo ogni singolo mq per la produttività?

Domande fatidiche che da sempre attanagliano i Property Manager. Da venti anni a questa parte si è passati da un estremo all’altro, quasi indotti da una dead line di moda del periodo. Oggi forse è il momento dell’equilibrio.

Già nel 2018, come si evince da un’autorevole analisi di mercato curata da “Nomisma”, per conto appunto del CNCC, si evidenziava un trend interessante; è vero ad esempio che l’86% dei visitatori faceva acquisti, ma allo stesso tempo l’83% visitava una Galleria Commerciale come hobby-tempo libero.

Proprietà e società di gestione mettono in campo le migliori teste per elaborare un piano articolato e curato nei minimi dettagli con l’obiettivo di assoluto successo di un progetto commerciale: analisi di mercato, bacino di utenza, viabilità, macro architettura, brand da commercializzare, marketing strategy e così via.

Sono solo alcuni degli elementi in valutazione contornati dal grande tema del “Think Green”, oramai comun denominatore di ogni scelta operativa.

A parte i punti citati, un aspetto molto spesso trascurato, è la valutazione analitica del momento storico sociale-culturale della location, troppo spesso infatti si è scesi nel banalizzare gli usi ed i costumi del territorio, veicolandoli solo in eventi a tema di circostanza.

Il plus analitico invece può partire proprio da qui, andando a sviscerare le peculiarità sociali ed economiche del territorio in questione, in quel preciso momento di nascita del progetto oppure aggiornandolo ogni anno, soprattutto se si sono verificati eventi esterni importanti. Specialmente nell’area centro e meridionale della penisola, le dinamiche di cambiamento possono essere repentine rispetto al nord Italia; nel giro di pochi mesi, a causa di cambi gestionali amministrativi radicali o di eventi esterni imprevisti, il mood del territorio cambia vertiginosamente.

Il tessuto sociale è estremamente sensibile oggi, non gode più di una stabilità prolungata, di conseguenza nel computo di una stesura progettuale, bisognerà tenerne conto. Non solo quindi in chiave embrionale di un progetto commerciale, ma anche in una fase di restyling e operatività in corso, bisogna plasmare quelle che cose le istanze degli utenti.

Ecco che cambiando totalmente prospettiva, possiamo immaginare il successo di un Centro Commerciale, andando a rimodellare quelli che sono i parametri della sua fruibilità, accessibilità e vivibilità. Il cliente oggi vuole respirare un’atmosfera accogliente, percepire attraverso un mix lay-out armonico una piacevolezza sottile che lo aiuterà nella sua shopping experience.

La percezione di cui parliamo comincia dal momento in cui si accede ai parcheggi, per poi proseguire agli ingressi e così via nella fluidità della galleria; lay out, colori, odori ed addetti ai lavori completano i macro parametri.

Quest’ultimi, proprio in recenti studi ed approfondimenti, pare siano davvero il focus su cui lavorare per dare al cliente quel qualcosa in più, che lo induca a frequentare una galleria piuttosto che un’altra. Si aprono quindi le porte della formazione, su cui dedicheremo una riflessione prossimamente.

Oggi proprietà e società di gestione stanno rivalutando al meglio alcune linee operative obsolete, in un’ottica di servizio e vivibilità della galleria commerciale. I Centri Commerciali si stanno rimodellando in un equilibrio necessario alle esigenze delle nuove abitudini di uso e consumo, diventando sempre più accoglienti e attrattivi.

Non finisce qui naturalmente! Una volta accolto, il cliente deve acquistare!

Qui entra in gioco il mondo del retail ed una necessaria comunione di intenti che solletichi l’utente nella vera esperienza dello shopping, con una “comunicazione attrattiva e dinamica”.

Tutto quanto descritto basterà per fare la differenza? È probabile di no. Bisognerà puntare a qualcosa di più, che riesca a rinvigorire l’anima di una galleria commerciale, attraverso il capitale umano, la vera risorsa che può fare la differenza.


Luca Di Pasquale – Creative Director

FREDDIE Ideas Factory  

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